VERTICAL TRIPS
/ Patagonia 08
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Sono passati 5 anni dal primo verticaltrip, il leggendario viaggio a Capo Nord, e la voglia di terre estreme e’ sempre piu’ forte. Con questi presupposti CiCo ad aprile, con un colpo di testa, acquista un biglietto per Buenos Aires. L’obiettivo, dopo aver raggiunto il limite estremo settentrionale e’ toccare quello meridionale. Le certezze sono poche, Chioccia e Ade, saranno in Sud America, l’idea e’ raggiungerli ed insieme spingersi fino alla Terra del Fuoco.
Ad Agosto Dade prende la decisione di unirsi a CiCo e il 25 Settembre, i due, sfidando gli scioperi Alitalia decollano da Linate.
Dopo un interminabile viaggio arriviamo a Santiago del Chile, localita’ scelta come prima tappa. A differenza degli altri viaggi, questa volta, non avremo un furgone come casa, ma ci muoveremo zaino in spalla. Passiamo i primi giorni a spasso per la capitale Cilena, prendendo dimestichezza con la lingua, il pueblo e la cucina locale. La domenica, su consiglio di Fernando andiamo a visitare Valparaiso " " la perla dell’oceano" " passeggiando tutto il giorno per il Cerro Alegre e il Cerro Conception tra stretti vicoli e case colorate immersi in un’atmosfera bohemienne.
Chioccia e’ ancora in Peru’ cosi’ decidiamo di muovere a sud, prendiamo il primo di molti pulmann, scavalchiamo le Ande e dopo una tappa a Mendoza, raggiungiamo Bariloche. Siamo a fine inverno, ma riusciamo comunque a inaugurare la stagione sciistica nella piu’ famosa stazione del Sudamerica, location spattacolare con le piste a picco sul lago. Vorremo scendere a sud attraverso la mitica " " Ruta 40" " , ma causa neve, e’ ancora chiusa, cosi’ deciamo di tornare in Chile attirati dall’idea di vedere l’isola di Chiloe’, descritta in molti racconti di Francisco Coloane.
Arriviamo a Puerto Montt a notte fonda, Raquel ci offre una camera nel suo ostello, posiamo i bagagli e andiamo a cena in un baruccio tra pescatori ubriachi e molesti.
Dopo il solito viaggetto in pulmann raggiungiamo Castro, e ci sistemiamo al Mirador, un ostello a picco sull’oceano. La vista e’ splendida, una piccola finestra da’ sul paesino multicolore, l’altra sulla verdissima costa chilota . Dopo due giorni nel verde, torniamo a Puerto Montt e prendiamo un volo che ci portera’ direttamente a Punta Arenas. Il volo non e’ il massimo, avremmo preferito raggiungere il sud via mare, ma il tempo inizia a stringere.
Siamo ormai in piena Patagonia, dopo un giorno passato a passeggiare per la cittadina affacciata sullo Stretto di Macellano, muoviamo ancora verso Sud per Ushuaia alla Fin du Mundo.
Visitiamo il Parco Nazionale della Tierra del Fuego e facciamo la navigazione del Canale Beagle, siamo finalmente nel " " mondo alla fine del mondo" " ; passeggiando facciamo conoscenza con gli abitanti del luogo: leoni marini, cormorani e qualche pinguino.
Inizia la risalita, dopo una lunga giornata di viaggio raggiungiamo Puerto Natales, il " " campo base" " per le escursioni al " " Parco del Torres del Paine" " visitiamo il parco all’ombra delle Torri e dei Cuernos e in serata ci spostiamo a El Calafate. Il giorno seguente raggiungiamo il Perito Moreno, la vista e’ mozzafiato, oltre allo spettacolo visivo quello che ci stupisce di piu’ e’ quello uditivo, il ghiaccio trema e le vibrazioni penetrano fin dentro di noi.
Continuiamo l’attraversamento della steppa patagonica, inframezzata solo qua e la da pecore, nandu’ e guanachi e dopo un altro lungo viaggio raggiungiamo Puerto Madryn. Vogliamo visitare la " Riserva Faunistica della Peninsula Valdes" " ma non ci sono bus in giornata cosi’ optiamo per l’affitto di un’auto e partiamo subito per Puerto Piramides.
Raggiungiamo questo piccolo paesino affacciato su una deliziosa baia, dopo settimane di freddo, finalmente il clima e’ primaverile. Prendiamo una birra e iniziamo a sorseggiarla in spiaggia. Mentre si chiacchera del piu’ e del meno, la nostra attenzione viene attirata da alcuni spruzzi in mezzo all’atlantico, strabuzziamo gli occhi e quasi increduli a due passi dal bagnasciuga iniziamo a vedere le ballene franco austral! Saliamo sul promontorio e assistiamo ad uno dei tramonti piu’ belli mai visti. Il giorno seguente, ci avventuriamo nelle stradine sterrate della penisola, la natura e’ incontaminata incontriamo condor, colonie di pinguini, elefanti e leoni marini. Ma l’incontro del viaggio lo facciamo con Armando, l’armadillo. Torniamo a Puerto Piramides, giusto in tempo per un altro tramonto, questa volta sull’altro promontorio.
Il viaggio volge al termine e dopo piu’ di tre settimane raggiungiamo Buenos Aires, visitiamo Palermo, il Microcentro, Retiro e San Telmo. Assistiamo ad un emozionante spettacolo di Tango a Boca e dopo aver mangiato l’ultimo asado e l’ultima parrilada il nostro trip in una delle terre piu’ selvaggie della terra, dopo 24 giorni termina.
Siamo ormai in piena Patagonia, dopo un giorno passato a passeggiare per la cittadina affacciata sullo Stretto di Macellano, muoviamo ancora verso Sud per Ushuaia alla Fin du Mundo.
Visitiamo il Parco Nazionale della Tierra del Fuego e facciamo la navigazione del Canale Beagle, siamo finalmente nel " " mondo alla fine del mondo" " ; passeggiando facciamo conoscenza con gli abitanti del luogo: leoni marini, cormorani e qualche pinguino.
Inizia la risalita, dopo una lunga giornata di viaggio raggiungiamo Puerto Natales, il " " campo base" " per le escursioni al " " Parco del Torres del Paine" " visitiamo il parco all’ombra delle Torri e dei Cuernos e in serata ci spostiamo a El Calafate. Il giorno seguente raggiungiamo il Perito Moreno, la vista e’ mozzafiato, oltre allo spettacolo visivo quello che ci stupisce di piu’ e’ quello uditivo, il ghiaccio trema e le vibrazioni penetrano fin dentro di noi.
Continuiamo l’attraversamento della steppa patagonica, inframezzata solo qua e la da pecore, nandu’ e guanachi e dopo un altro lungo viaggio raggiungiamo Puerto Madryn. Vogliamo visitare la " Riserva Faunistica della Peninsula Valdes" " ma non ci sono bus in giornata cosi’ optiamo per l’affitto di un’auto e partiamo subito per Puerto Piramides.
Raggiungiamo questo piccolo paesino affacciato su una deliziosa baia, dopo settimane di freddo, finalmente il clima e’ primaverile. Prendiamo una birra e iniziamo a sorseggiarla in spiaggia. Mentre si chiacchera del piu’ e del meno, la nostra attenzione viene attirata da alcuni spruzzi in mezzo all’atlantico, strabuzziamo gli occhi e quasi increduli a due passi dal bagnasciuga iniziamo a vedere le ballene franco austral! Saliamo sul promontorio e assistiamo ad uno dei tramonti piu’ belli mai visti. Il giorno seguente, ci avventuriamo nelle stradine sterrate della penisola, la natura e’ incontaminata incontriamo condor, colonie di pinguini, elefanti e leoni marini. Ma l’incontro del viaggio lo facciamo con Armando, l’armadillo. Torniamo a Puerto Piramides, giusto in tempo per un altro tramonto, questa volta sull’altro promontorio.
Il viaggio volge al termine e dopo piu’ di tre settimane raggiungiamo Buenos Aires, visitiamo Palermo, il Microcentro, Retiro e San Telmo. Assistiamo ad un emozionante spettacolo di Tango a Boca e dopo aver mangiato l’ultimo asado e l’ultima parrilada il nostro trip in una delle terre piu’ selvaggie della terra, dopo 24 giorni termina.