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/ Maestri di vita: Philippe Petit
Il Vertical vi presenta Philippe Petit e parlando di lui inaugura la rubrica “Arte in Verticale”, che vuole donare alcuni spunti per ripensare le nostre vite in un’ottica nuova, donare sollievo e pace, donare fiducia e positività.

Philippe Petit. Philippe Petit e’ un uomo, ci tendo a precisarlo subito, un UOMO ORIZZONTALE. Lui e’ un funambolo, le sue imprese le compie su un cavo tirato ORIZZONTALMENTE tra due punti.
Philippe, da piccolo, era solo, incompreso, emarginato. Ora Philippe e’ conosciuto in tutto il mondo per mille motivi, ma cio’ che l’ha reso celebre e’ stata l’ATTRAVERSATA CLANDESTINA sul cavo teso tra le Twin Towers a New York (quelle che non ci sono piu’) negli anni ’70 (riprodotto nel documentario vincitore di un Oscar "Man on Wire").

Maestri di vita: Philippe Petit
Lui umilmente racconta che per ben tre volte nella sua vita la gente ha pensato che fosse un Dio.

La prima volta e’ stata in Africa nel Masai Mara, quando giocolo’ e fece trucchi di magia con dei pezzi di sterco davanti alla tribu’. Gli fu dato l’onore più grande: entrare nella tenda del capo tribu’.

La seconda volta fu quando a Gerusalemme tese la sua fune e cammino’ sospeso nel cielo su una linea celeste che univa il quartiere arabo e quello ebraico della citta’. Ebrei e arabi applaudirono l’impresa che ando’ in diretta sulle televisioni del Paese.

La terza volta fu in Australia. Philippe voleva conoscere il popolo degli Aborigeni. Arrivo dopo cinque ore di jeep nel loro territorio e inizio’ a fare numeri da mago e da prestigiatore. Gli Aborigeni lo guardavano e non smettevano di ridere, Philippe non capiva, pensava di essere ridicolo forse. Ora di andarsene l’autista di Philippe lo guardò commosso con le lacrime agli occhi e gli disse “Sai Philippe, nella loro tradizione, quando gli aborigeni incontrano Dio, ridono”.

Philppe Petit, da solo, con la sua passione, intuizione, tenacia e ricerca della perfezione (parole a lui molto care) ha intrapreso un viaggio, quệte, seguendo i suoi sogni.

Oggi Philippe e’ Chevalier des Arts e des Lettres, nomina datagli dal ministro francese della Cultura.

Prossimamente, in questa rubrica, altri personaggi, i cui gesti e il cui esempio cambiano la percezione del mondo nella mente delle persone.

Ciao

Tozzo

Maestri di vita: Philippe Petit
“ La’ in alto, mentre prende confidenza col suo nuovo territorio, il funambolo si sente solo. Se ne vedra’ a lungo la sagoma immobile. Aggrappato con le mani alla passerella davanti a questo cavo orizzontale sul quale non osa posare il piede, si crederebbe che egli beva pigramente il sole al tramonto.
Non e’ così. Egli sta prendendo tempo.
Misura lo spazio, palpa il vuoto, soppesa le distanze, controlla lo stato degli attrezzi, li predispone. Assapora fremendo quella solitudine: sa che, se ce la fa, sara’ funambolo”.

“Solo sul filo, si circonda di un’allegria aspra e selvaggia, compiendo traversate spensierate e prive di ordine nell’umidita’ della sera”.

Philippe Petit dal libro “Trattato di Funambolismo”

CONSIGLIAMO:
- Man on Wire, James Marsch, Premio Oscar 2009 miglior documentario (DVD+Libro)
- Trattato di Funambolismo, Philippe Petit, Ponte alle Grazie, Milano 1999